Cos'è La Terapeutica Artistica ?
- Lene Mare
- 14 mag 2023
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 25 gen
Incontri indivuduali e di gruppo
[L’arte come il culmine e l’armonizzarsi di ogni esperienza....]
Sin da bambina mi sono trovata circondata da molta instabilità, ma l'arte è sempre stata la mia ancora. Mi permetteva di darmi il tempo e lo spazio di attraversare e integrare quello che mi accadeva, un istinto inconscio di benessere. È per questo che ho deciso di approfondirne il potere terapeutico, così da poterla davvero condividere con le persone.
La Terapeutica Artistica è una via di espressione e trasformazione che non chiede spiegazioni razionali, ma accoglie ciò che emerge da dentro attraverso il fare artistico. Non serve essere artisti per accedervi. Serve solo il desiderio di ascoltarsi profondamente, soprattutto quando le parole non bastano.

La terapeutica artistica non interpreta, non giudica e non corregge: accompagna. Accompagna nel dare forma al sentire, nel riconoscere i propri simboli interiori e nel narrare la propria storia in modo nuovo. È un percorso di riconnessione e cura che permette di esplorare le emozioni, sciogliere i nodi e accogliere la complessità del proprio vissuto. Attraverso l'espressione creativa, diventa possibile raggiungere quelle profondità che raramente trovano spazio nella vita quotidiana. Il partecipante riscopre così un dialogo intimo con se stesso, nutrito dai processi creativi e dal potenziale trasformativo della relazione.
Il nostro mondo interiore, solitamente invisibile e sottovalutato, si fa tangibile nel momento in cui viene rappresentato. Esternare uno stato d’animo, un pensiero o far emergere contenuti profondi, ci offre l’opportunità di un confronto diretto con essi. Porsi di fronte a frammenti della propria identità significa vivere un’esperienza sensoriale e immediata con se stessi: è come guardarsi in uno specchio che restituisce chi siamo e dove ci troviamo in un preciso istante della nostra esistenza.
Rappresentarsi attraverso un video, un disegno, una performance o una scultura è un atto poetico di una potenza sublime. Quando il nostro mondo interiore si manifesta in una forma visibile, tangibile e sensoriale, diventiamo osservatori di noi stessi e scopriamo cosa significhi abitare un presente autentico: uno spazio dove, sospeso ogni giudizio, ci fermiamo semplicemente a guardare ciò che 'è'. Nel darci il permesso di conoscerci, scopriamo di avere più respiro per accogliere anche chi ci circonda. Ci accorgiamo così che quei vissuti in cui credevamo di essere soli possono finalmente essere condivisi, non appena troviamo il linguaggio e il coraggio necessari per mostrarci.
Le rappresentazioni artistiche, durando nel tempo e nello spazio, hanno il potere di renderci spettatori delle trasformazioni che attraversiamo. Spesso l’evoluzione avviene sia dentro che fuori di noi, ma senza il tempo necessario per percepirne il movimento, rischiamo di rimanere intrappolati in vecchie strutture che rendono l’esistenza meno vibrante e appagante di quanto potrebbe essere.

Disponendo la nostra produzione artistica lungo un’immaginaria linea del tempo, potremmo osservare la testimonianza tangibile delle trasformazioni che abbiamo attraversato. Molti terapeuti e studiosi d'arte notano come lo stile di un autore muti profondamente in risposta a eventi biografici significativi: questo rende l’arte un vero e proprio archivio emozionale ed esistenziale dell’essere umano. Ricordo che, ai tempi del liceo, faticavo a comprendere il valore dell'opera di Picasso. Ne ho colto l'essenza solo visitando il suo museo a Barcellona: lì, la disposizione cronologica dei lavori mi ha accompagnato in una narrazione per immagini della sua vita e della sua profonda ricerca, artistica ed esistenziale.
I miei incontri di Arte Terapia offrono un’esperienza di consapevolezza che si muove su più livelli: da quello emotivo-esistenziale a quello sociale e relazionale. Durante i laboratori, l’ascolto della propria individualità si intreccia nel confronto con il gruppo: il dialogo diventa così uno strumento di condivisione e crescita reciproca, un contenitore sicuro e una risorsa preziosa di consapevolezza. Secondo lo psicologo sociale George Herbert Mead, lo sviluppo del Sé dipende strettamente dalla relazione con l’altro. In questa visione, il gioco è la forma d’interazione privilegiata in cui l’individuo può sperimentare i diversi aspetti della socialità in uno spazio protetto, dove è possibile rischiare il cambiamento e aprirsi all’ignoto. La Terapeutica Artistica ha tutte le qualità per favorire questo viaggio attraverso:
Un confronto sensoriale con il proprio mondo interiore: l’opera d’arte diventa il riflesso che ci permette di essere osservatori consapevoli di noi stessi.
Un confronto con i cambiamenti della vita: la possibilità di osservare, lungo una linea temporale, lo sviluppo e le trasformazioni del proprio percorso.
Uno spazio protetto per esplorare l'identità sociale: il gruppo come occasione di crescita e di consapevolezza condivisa."
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